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“Il sogno del cinema e la forza di Giffoni”

Written by on 25. luglio 2018

Qui e ora

di MIRIAM CANDURRO

 

Un caldo giorno di luglio del 2004 ho compreso davvero, per la prima volta, cosa volesse dire per me fare l’attrice. Non aveva nulla a che fare con i set, i provini o con la carriera. Aveva a che fare con i sogni. Quelli impalpabili e sottili che quando ti svegli al mattino ricordi a malapena, ma che ti lasciano addosso il senso bello del loro passaggio. I sogni che si fanno dentro quattro mura, quando credi di essere una principessa o un pirata, e lo sei davvero. Quelli che vorresti che si realizzassero, ma che crescendo scopri che difficilmente succederà.

Quel caldo giorno di 14 anni fa ho fatto un tacito patto con migliaia di sognatori come me, durante un festival che vedeva in concorso il mio primo film che per un solo voto arrivò secondo. Un patto che andava al di là della realtà, che metteva le radici nell’intimo dei nostri cuori, che battevano all’unisono legati dalla medesima passione.

Ho capito, quel giorno, che se avessi continuato a crederci io, avrei dato la possibilità di credere anche a loro. Ricordo qualcuno di quei giovanissimi: Giovanni, pieno di entusiasmo, mi chiese un autografo, io che non ne avevo mai fatti gli risposi stupita “ma sei sicuro?”. E nel suo sguardo lessi una certezza, che divenne subito mia. Era successo. Avevo realizzato il mio sogno, davvero. Altri, ormai grandi, li ho ritrovati attori, come Ludovica, registi, come Luca, sceneggiatori, come Sara, giornalisti cinematografici come Ivano.

Grazie al Festival di Giffoni, che insegna ai piccoli di tutto il mondo che inseguire la propria passione e viverla è sempre possibile.
In bocca al lupo per la quarantottesima edizione che apre i battenti domani.

E vi lascio svelando il mio piccolo segreto: è per i Giffoners che negli anni ho continuato a fare l’attrice, prima ancora che per me. Per continuare a vedere e alimentare in quegli sguardi la bellezza della speranza.

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